“Tomaz Humar, sloveno, uno dei più forti scalatori del mondo, è morto sul Langtang Lirung”. Titola così oggi il Corriere della Sera, raccontando di un’altra illustre vittima dell’Himalaya. Quello che mi colpisce è che questo scalatore provetto saliva tutto solo. Ora, io non sono certo un montanaro “pro”, e di sicuro non mi sognerei mai di salire in solitaria. Tuttavia, l’esperienza di Humar insegna che uno scivolone, mentale o fisico che sia, capita anche ai migliori. Se avete intenzione di salire, specie oltre i 3000 metri ed in inverno, mi sento di dire senza paura di smentite che non basta essere esperti: portatevi una guida, meglio se sherpa o di altre tribù provenienti dalla zona montana.
Mai sentirsi al sicuro
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Le sette sorelle
Lo so, è una vita che non scrivo qua ma comunque i lettori di passaggio del mio blog sul Nepal hanno sempre apprezzato i consigli, specie chi poi ha viaggiato verso quella terra lontana.
Oggi, dopo tanto dunque, scrivo per parlarvi delle sette sorelle: sono in realtà sette donne di Kathmandu che si sono trovate a fronteggiare un problema comune: cosa fare durante le lunghe assenze dei mariti, che in quanto guide, ci accompagnano sull’Himalaya? Sul loro sito si legge che le idee si erano davvero sprecate: da un centro per bambini a rappresentanti di prodotti per la casa…finché alla Signora Jamuna Acharya, moglie di Mr. Hari, guida da me segnalata su questo blog, ha deciso di mettere su un sito per la vendita di prodotti artigianali locali in lana ma non solo.
Le sette sorelle ora vendono i loro prodotti, rigorosamente hand made, su www.7sisterswoolencrafts.com.
Vi segnalo che ci sono, tra l’altro, ottime pitture e tele in vendita.
Buon shopping!
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Nives, quota 11
Nives Moroi ha aggiunto il nepalese Manaslu ai “suoi” 8mila. E’ arrivata in vetta (8.163 metri) con il marito, e la notizia è stata confermata solo oggi in quanto solo oggi l’organizzazione della spedizione ha potuto parlare direttamente con Nives, rientrata al campo base.
Il Manaslu io l’ho visto piuttosto bene, o perlomeno la sua inconfondibile sagoma, riconoscibile anche dalla zona di Pokhara e dell’Annapurna.
L’ottava montagna più alta del mondo ha conosciuto dunque meglio anche un pò d’Italia: tra gli sponsor di Nives, il consorzio Parmiggiano Reggiano…
Controindicazioni
Questa ve la devo proprio dire. Anche perché sono passati mesi dal mio ultimo intervento su questo blog di viaggio.
Dunque, l’altra sera, meglio dire notte, camminavo per strada. Non mi ricordo dov’ero, ma so che ad un certo punto ho sentito il vento regalarmi un profumo, un odore di spezie miste ad incenso. Forse veniva dall’appartamento di un qualche bengalese o pakistano, magari solo un ragazzo che voleva coprire ai genitori l’odore del cannone che sistava facendo, o chissà che altro. Sta di fatto che era un odore che avevo già sentito, simile.
Mi sono tornate in mente le sere che passeggiavo per le strade polverose di una Katmandu al buio per via della scarsità di corrente elettrica; quelle sere in cui camminando in linea retta, dai lati sembrava provenissero stimoli olfattivi diversi ogni metro che percorrevi.
Siamo ad ottobre. I monsoni sono passati. Le Olimpiadi e la protesta tibetana è tenue. La situazione sembra stabile. Decidete autonomamente ed in tranquillità, ma visto che nei mesi trascorsi ho risposto a decine e decine di mail che chiedevano consigli, dicono una cosa a tutti gli aspiranti viaggiatori in Nepal: non fatelo. Non partite, restate a casa. Potreste ritrovarvi, al vostro ritorno, con l’immensa tristezza che una delle cose più belle che abbiate mai fatto in vita vostra sia già finita.
55 anni di Sagaramāthā
Il 29 maggio del 1953 la cima della montagna più alta del mondo, chiamata Everest da noi o Sagaramāthā da loro, veniva violata da Sir Edmund Hillary e Tenzing Norgay. Cade dunque oggi questo anniversario che per chi ha potuto gustare i paesaggi che l’Himalaya regala assume ancor più il sapore del ricordo.
L’Everest è un trekking decisamente impegnativo, più dell’Annapurna. Chi ci è stato ha detto che richiede diversi giorni. Resta il mio sogno nel cassetto, subito dopo un trekking sul K2 in Pakistan…che poi magari incontro Osama a un qualche campo base!
Come aiutare una famiglia nepalese
iNepal dvd: under construction
Ieri, mentre ero in auto ricevo un gradito sms: la produzione del dvd sul Nepal, tratto dal mio viaggio, procede bene ed è già disponibile un’anteprima di circa 5 minuti!
L’ho guardata e mi ha entusiasmato. L’assenza prolungata da queste pagine è piuttosto ovvia e purtroppo costretta da un lavoro che raggiunge il suo apice in questo periodo dell’anno. In ogni caso, quei soli 5 minuti di film hanno risvegliato una grandissima voglia di ricordare, di vedere, di immedesimarmi nuovamente nel viaggio, nel Nepal. Sto seriamente pensando di metterlo on-line, disponibile a tutti, magari in versione low, non so. O magari a chi ne fa richiesta, come sono in tanti quelli che mi chiedono informazioni su cosa e come visitare il Nepal. Sono felicissimo di rispondere a tutti, anche se a volte con lentezza (scusa Giorgia!!).
Bene, detto questo torno al mio lavoro, con un sottofondo musicale adatto, e vi regalo un primissimo screenshot del documentario! A presto!

Nepal, presto una Repubblica?
Mentre in Italia sono tanti coloro che seguono con apprensione lo spoglio elettorale delle votazioni di ieri ed oggi, anche dal Nepal arrivano le notizie riguardanti le elezioni.
Sembra infatti che il sistema elettorale misto in uso in questa amata terra stia dando la maggioranza di seggi a “Prachanda”, soprannome di Chhabilal Dahal con un significato inequivocabile: feroce, terribile. Questo leader della rivoluzione maoista potrebbe dunque, con molta probabilità, spodestare definitivamente una monarchia durata quasi 250 anni, e diventare il primo presidente nepalese.
Per informazioni dettagliate ed aggiornate:
Dopo il Tibet, il Nepal
E’ dunque successo: dopo il Tibet, la repressione e le proteste legate alle Olimpiadi cinesi ha varcato i confini per arrivare nello splendido Nepal.
Faccio questo post per due motivi: testimoniare il mio disprezzo per quello che sta succedendo e per incoraggiare chi avesse in programma di recarsi in Nepal a non rinunciare al viaggio. Sarebbe una perdita importante per gli abitanti, che vivono su quello. Il Nepal è comunque un paese molto più sicuro di altri dove abitualmente noi italiani ci rechiamo, e a patto di restare fuori dalle manifestazioni (facile…chi resisterebbe a protestare contro queste angherie???) si è sicuri.
Sono in contatto con diverse persone là, e tutti mi dicono che sono in attesa di offrire i propri servizi e ospitalità ai turisti.
Se proprio volte boicottare, fatelo con le Olimpiadi ma non con il Nepal.

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Lukla, l’aeroporto più pericoloso del mondo
Presto sarà ribattezzato Aeroporto di Tenzing-Hillary, in memoria del celebre alpinista scomparso di recente.
Questo aeroporto, meta quasi obbligata per chi da Kathmandu volesse partire alla volta dell’Everest, è considerato uno dei più pericolosi al mondo: pista lunga come una Vigorsol, frequenti venti che soffiano veloci lo rendono accessibile solo ai piccoli aeromobili delle compagnie Nepal Airlines e Yeti Airlines.





