La tensione per via delle Olimpiadi e la vicinanza con la ben poco democratica Cina, uniti forse anche all’arrivo dei monsoni sono ovviamente fattori che rallentano l’economia di un paese basato sul turismo. Pubblico volentiere una cortese e discreta richiesta pervenutami via mail da una famiglia conosciuta a Kathmandu, richiesta relativa al posizionamento di capi di abbigliamento in lana, rigorosamente hand-made, nel nostro paese. E sì che siamo in estate, ma guardate che poi il caldo passa, e l’inverno anche se tarda poi arriva…

In questo post pubblico alcune foto che mi sono arrivate con questo testo:
“Namaste !
Hope you are doing well , Here is some of Photo of my wool product and it is made by my wife, this is very high quality wool and very some and if possible to ask with some showroom it is very good help for my Child education and if you want you can also sell them in Christmas time too, please see the all Attach Photo and let me know ok.
your friend,
Jamuna”

Come si può vedere i capi sono fatti veramente bene. Io stesso ho preso alcuni cappelli, sciarpe e fanno il loro lavoro, sono dei veri e propri termosifoni.

La richiesta è, come leggete, particolarmente rivolta a commercianti e venditori di abbigliamento di questo tipo. Quando ero là, ne ho incontrati di ogni nazionalità (gli italiani erano là per contrattare su un particolare tipo di flora che…)

Chiunque lo desideri può lasciare un commento a questo post con la propria e-mail e provvederò istantaneamente a mettere in contatto con la signora che produce questi capi.

Ricordate che, come scritto in un articolo de “Il Venerdì” di Repubblica di questo mese, uno stipendio medio nepalese si aggira sui 200 euro l’anno. Acquistare anche pochi di questi capi, a cifre che per noi sono piccolissime, aiuta in realtà moltissimo queste brave persone.