E’ dunque successo: dopo il Tibet, la repressione e le proteste legate alle Olimpiadi cinesi ha varcato i confini per arrivare nello splendido Nepal.
Faccio questo post per due motivi: testimoniare il mio disprezzo per quello che sta succedendo e per incoraggiare chi avesse in programma di recarsi in Nepal a non rinunciare al viaggio. Sarebbe una perdita importante per gli abitanti, che vivono su quello. Il Nepal è comunque un paese molto più sicuro di altri dove abitualmente noi italiani ci rechiamo, e a patto di restare fuori dalle manifestazioni (facile…chi resisterebbe a protestare contro queste angherie???) si è sicuri.
Sono in contatto con diverse persone là, e tutti mi dicono che sono in attesa di offrire i propri servizi e ospitalità ai turisti.
Se proprio volte boicottare, fatelo con le Olimpiadi ma non con il Nepal.

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