Questa ve la devo proprio dire. Anche perché sono passati mesi dal mio ultimo intervento su questo blog di viaggio.
Dunque, l’altra sera, meglio dire notte, camminavo per strada. Non mi ricordo dov’ero, ma so che ad un certo punto ho sentito il vento regalarmi un profumo, un odore di spezie miste ad incenso. Forse veniva dall’appartamento di un qualche bengalese o pakistano, magari solo un ragazzo che voleva coprire ai genitori l’odore del cannone che sistava facendo, o chissà che altro. Sta di fatto che era un odore che avevo già sentito, simile.
Mi sono tornate in mente le sere che passeggiavo per le strade polverose di una Katmandu al buio per via della scarsità di corrente elettrica; quelle sere in cui camminando in linea retta, dai lati sembrava provenissero stimoli olfattivi diversi ogni metro che percorrevi.
Siamo ad ottobre. I monsoni sono passati. Le Olimpiadi e la protesta tibetana è tenue. La situazione sembra stabile. Decidete autonomamente ed in tranquillità, ma visto che nei mesi trascorsi ho risposto a decine e decine di mail che chiedevano consigli, dicono una cosa a tutti gli aspiranti viaggiatori in Nepal: non fatelo. Non partite, restate a casa. Potreste ritrovarvi, al vostro ritorno, con l’immensa tristezza che una delle cose più belle che abbiate mai fatto in vita vostra sia già finita.